FONTI NORMATIVE

  • Art. 43, c. 1, d.lgs. n. 33/2013
  • delib. CiVIT n. 105/2010 e 2/2012
  • Art. 1, c. 14, l. n. 190/2012
  • Art. 1, c. 3, l. n. 190/2012
  • Art. 18, c. 5, d.lgs. n. 39/2013
Stralcio dal Piano triennale di prevenzione della corruzione per le istituzioni scolastiche e formative provinciali (2016-2018)

Il Piano triennale di prevenzione della corruzione (2016-2018) per le istituzioni scolastiche e formative provinciali è stato redatto in coerenza alle disposizioni contenute nella legge n. 190/02 e nel rispetto delle determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 e della determinazione n. 430 del 13 aprile 2016 dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC).

Le istituzioni scolastiche e formative provinciali sono destinatarie delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione dettate dalla legge n. 190 del 2012, la cui applicazione alle stesse è stata inizialmente sospesa in attesa delle indicazioni dell’ANAC circa le misure di adattamento della suddetta normativa alla complessa e specifica realtà delle istituzioni scolastiche e formative provinciali.

L'ANAC, tenuto conto della specificità e della peculiarità del settore istruzione scolastica, ha dettato con la delibera n. 430, Allegato A) del presente Piano, le linee guida circa l'applicazione alle istituzioni scolastiche e formative provinciali statali delle disposizioni di cui alla legge n. 190 del 2012 e al decreto legislativo n.33 del 2013.

Alla luce delle linee guida dell’ANAC e tenuto conto della particolarità del sistema educativo di istruzione formazione del Trentino, la cui disciplina è contenuta nella legge provinciale del 7 agosto 2006, n. 5, è stato predisposto il presente Piano per le istituzioni scolastiche e formative provinciali con il quale si perseguono le finalità previste dal Piano nazionale anticorruzione.

Con tali linee guida sono state, in particolare, fornite indicazioni volte a orientare le istituzioni scolastiche e formative provinciali nell’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, tenuto conto delle loro caratteristiche organizzative e dimensionali, della specificità e peculiarità delle funzioni, nonché della disciplina di settore che caratterizza queste amministrazioni.

In primo luogo, viene affrontato il tema dell’individuazione delle figure a cui affidare gli incarichi di Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC) e di Responsabile della trasparenza (RT).

Considerato il ruolo e le funzioni del dirigente dell'istituzione scolastica e formativa provinciale che è competente ad adottare tutti i provvedimenti e gli atti gestionali per la scuola di cui è responsabile, e dato il particolare rapporto esistente tra le scuole e l’amministrazione scolastica provinciale, il RPC per le istituzioni scolastiche e formative provinciali è individuato nel Dirigente generale del Dipartimento della conoscenza.

Il Responsabile della trasparenza è individuato in ciascun dirigente dell'istituzione scolastica e formativa provinciale.

Il Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), secondo il disposto dell'articolo 1 della Legge 6 novembre 2012, n. 190, costituisce la modalità principale attraverso la quale le amministrazioni pubbliche definiscono e comunicano all’Autorità nazionale anticorruzione “la valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici a rischio di corruzione e indicano gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio” (articolo 1, comma 5).

Il P.T.P.C rappresenta, quindi, lo strumento attraverso il quale l’amministrazione descrive il “processo” finalizzato ad implementare una strategia di prevenzione del fenomeno corruttivo, ovvero all’individuazione e all’attivazione di azioni, ponderate e coerenti tra loro, capaci di ridurre significativamente il rischio di comportamenti corrotti. E’ frutto, quindi, di un processo di analisi del fenomeno stesso e di successiva identificazione, attuazione e monitoraggio di un sistema di prevenzione della corruzione.

Il P.T.P.C. non è un documento di studio o di indagine, ma uno strumento per l’individuazione di misure concrete, da realizzare con certezza e da vigilare quanto ad effettiva applicazione e quanto ad efficacia preventiva della corruzione.

Rispetto alla fase di adozione del Piano, la norma prevede che “l’organo di indirizzo politico, su proposta del responsabile individuato ai sensi del comma 7, adotta il piano triennale di prevenzione della corruzione, entro il 31 gennaio di ogni anno”. Il Piano, dunque, è adottato annualmente dall’Organo di indirizzo politico con una valenza triennale e, ogni anno, è aggiornato secondo una logica di programmazione scorrevole, tenendo conto degli obiettivi e delle priorità posti dagli Organi di vertice, delle modifiche normative e organizzative, delle indicazioni fornite dall’ANAC.

Tutte le Amministrazioni pubbliche sono tenute a pubblicare il testo del piano sul proprio sito istituzionale “Amministrazione trasparente” nella specifica sezione “Altri contenuti”. In particolare, il Piano sarà pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente del sito istituzionale della Provincia Autonoma di Trento>altri contenuti >anticorruzione e sul sito Vivoscuola. Ogni istituzione scolastica e formativa provinciale provvede ad inserire nella sezione “Amministrazione trasparente” un link con un rinvio al Piano pubblicato sul sito Vivoscuola. L’adozione del piano e i suoi aggiornamenti sono comunicati tramite segnalazione via mail a ciascun dirigente dell'istituzione scolastica e formativa provinciale.

La mancata predisposizione del piano e la mancata adozione delle procedure per la selezione e la formazione dei dipendenti ai fini della prevenzione della corruzione costituiscono elementi di valutazione della responsabilità dirigenziale.

Il PTPC 2016-2018 per le istituzioni scolastiche e formative provinciali della Provincia Autonoma di Trento, in questa prima fase di predisposizone, ha una valenza programmatica, come sarà esplicitato in seguito e come evidenziato nel Cronoprogramma PTPC 2016-2018, che riporta attività ed azioni del Piano con relativa tempistica, riferita al triennio 2016-2018.

1. PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PER LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE PROVINCIALI

1.1. I destinatari, il periodo di riferimento e le modalità di aggiornamento

Destinatario di tale Piano è tutto il personale dipendente e in servizio presso le istituzioni scolastiche e formative provinciali, ivi compreso quello con qualifica dirigenziale, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno e a tempo parziale, nonché il personale comandato. Inoltre, le prescrizioni contenute si applicano ai collaboratori o consulenti con qualsiasi tipologia di contratto o incarico a qualsiasi titolo; ai dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo di imprese e ditte fornitrici di beni o servizi in favore dell'amministrazione e che svolgano la propria attività presso le istituzioni scolastiche e formative provinciali e formative provinciali.

La violazione delle misure di prevenzione integra comportamenti contrari ai doveri d'ufficio ed è fonte di responsabilità disciplinare.

Il PTPC ha validità triennale ed è riferito al periodo 2016 – 2018.

a) Termini per l'adozione del P.T.P.C.

L’Organo di indirizzo politico, su proposta del Responsabile per la prevenzione della corruzione, deve adottare il P.T.P.C. entro il 31 gennaio di ciascun anno e il primo aggiornamento ordinario potrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2018.

b) Entrata in vigore, validità ed aggiornamenti

Il PTPC entra in vigore successivamente all’approvazione da parte dell'Organo di indirizzo politico, ha una validità triennale e sarà aggiornato annualmente entro il 31 gennaio di ciascun anno, in ottemperanza di quanto previsto dall'art. 1, comma 8, della legge n. 190/2012.

In sede di prima applicazione della disciplina alle istituzioni scolastiche e formative provinciali le menzionate linee guida ANAC prevedono che il termine per l’attuazione delle misure previste nei PTPC  decorre dal 1° settembre 2016; ciò al fine di agevolare l’adeguamento in tempi brevi alla normativa in materia di prevenzione della corruzione e coordinare detta attuazione con l’avvio del prossimo anno scolastico.

Al fine di consentire la piena attuazione delle misure, il primo aggiornamento ordinario del PTCP potrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2018.

L’aggiornamento del PTPC dovrà tenere conto dei seguenti fattori:

1) l’eventuale mutamento o integrazione della disciplina normativa in materia di prevenzione della corruzione, del PNA e delle previsioni penali;

2) i cambiamenti normativi e regolamentari che modificano le finalità istituzionali, le attribuzioni, l'attività o l'organizzazione dell'A.N.AC. (es.: l'attribuzione di nuove competenze);

3) l'emersione di nuovi fattori di rischio che non sono stati considerati in fase di predisposizione del P.T.P.C.;

4) le modifiche intervenute nelle misure predisposte dall'Autorità per prevenire il rischio di corruzione.

Come previsto dall'art. 1, comma 10, della legge n. 190/2012 , il RPC provvederà, inoltre, a proporre all'Organo di indirizzo politico la modifica del Piano ogniqualvolta siano accertate significative violazioni delle prescrizioni in esso contenute.

Il RPC potrà, altresì, proporre modifiche al presente documento qualora ritenga che delle circostanze esterne o interne possano ridurre l'idoneità del Piano a prevenire il rischio di corruzione o limitarne la sua efficace attuazione.

1.2. Obiettivi

L’attuazione del PTPC risponde all’obiettivo di rafforzare i principi di legalità, di correttezza e di trasparenza nella gestione delle attività svolte.

Il Piano, nel definire gli adempimenti e le relative modalità di svolgimento atte ad assicurare alle istituzioni scolastiche e formative provinciali l’applicazione puntuale delle vigenti disposizioni normative in materia di contrasto alla corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, ha la finalità di:

ridurre le opportunità che si manifestino casi di corruzione;

aumentare la capacità delle istituzioni scolastiche e formative provinciali stesse di far emergere eventuali casi di corruzione;

creare un contesto sfavorevole alla corruzione.

A tal fine l’individuazione e lo sviluppo di un complesso di misure, aventi lo scopo di prevenire il rischio di corruzione, costituisce il mezzo per favorire l'applicazione dei suddetti principi, promuovere il corretto funzionamento delle scuole e tutelare la reputazione e la credibilità della loro azione sul territorio nei confronti dei molteplici portatori di interessi.

Il rispetto delle disposizioni contenute nel PTPC da parte dei soggetti destinatari sopra elencati intende favorire l'attuazione di comportamenti individuali ispirati all’etica della responsabilità e in linea con le diverse disposizioni di legge e i principi di corretta amministrazione.

Inoltre, il PTPC è finalizzato anche a:

  • ·determinare una piena consapevolezza che il manifestarsi di fenomeni di corruzione espone a gravi rischi, soprattutto sul piano dell’immagine, e può produrre delle conseguenze sul piano penale a carico del soggetto che commette la violazione;
  • · sensibilizzare tutti i soggetti destinatari ad impegnarsi attivamente e costantemente nell'attuare le misure di contenimento del rischio previste nel documento;
  • ·assicurare la correttezza dei rapporti tra le istituzioni scolastiche e formative provinciali e i soggetti che con la stessa intrattengono relazioni di qualsiasi genere, anche verificando eventuali situazioni che potrebbero dar luogo al manifestarsi di situazioni di conflitto d'interesse.
2. GLI ATTORI DELLA STRATEGIA DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PER LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE PROVINCIALI

Nella presente sezione del Piano si delineano e si descrivono i compiti, le funzioni e le responsabilità di tutti soggetti coinvolti nella strategia di prevenzione della corruzione nelle istituzioni scolastiche e formative provinciali. I soggetti chiamati all’attuazione della strategia di prevenzione della corruzione sono:

  • ·Organo di indirizzo politico;
  • ·RPC;
  • ·Dirigenti delle istituzioni scolastiche e formative provinciali;
  • ·Docenti;
  • ·Personale ATA e assistente educatore;
  • ·Collaboratori a qualsiasi titolo.
Accanto al RPC operano i dirigenti delle istituzioni scolastiche e formative provinciali, con il compito di consentire l’implementazione di un sistema che assicuri l’identificazione dei rischi di corruzione e, soprattutto, la concreta attuazione delle misure di prevenzione descritte.

Il personale del comparto scuola e i collaboratori a qualsiasi titolo sono tenuti al rispetto delle direttive e delle prescrizioni contenute nel PTPC.

L’azione sinergica degli attori coinvolti è finalizzata all’effettività e all’efficacia delle misure di prevenzione previste.

Per la documentazione completa si invia alla seguente pagina:

 
https://www.vivoscuola.it/piano-anticorruzione

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