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ERASMUS+: BROADENING HORIZONS

Il 28 gennaio 2014 l’allora Dirigente dell’ istituto Guetti, la dott.ssa Tiziana Gulli, inviò un gruppetto di insegnanti in missione speciale a Trento ad una conferenza su Erasmus+, il contenitore all’interno del quale sono state fatte confluire tutte le possibilità di mobilità di persone (dalla scuola primaria all’università e oltre) in ambito europeo.

Partì così un’avventura che sta tuttora coinvolgendo buona parte dei docenti e degli studenti del Guetti. Abbiamo infatti ideato, steso, presentato ed attuato un progetto per la prima call for proposals di Erasmus+, nell’ormai lontano febbraio 2014. Un progetto che si è concluso il 31 agosto 2016.

Siamo partiti alla cieca, non sapendo minimamente come dovesse essere articolato o costruito un progetto “europeo”, soprattutto perché si trattava della sua prima edizione. Abbiamo cercato di far buon viso a cattivo gioco e abbiamo lasciato che la semplicità e l’onestà ci guidassero nella stesura del progetto.

Il punto di partenza è stato un’analisi molto semplice delle esigenze del nostro istituto, posto in una situazione periferica rispetto a tutte le offerte culturali a cui molte altre scuole, al contrario, hanno accesso, grazie alla vicinanza o alla presenza di efficienti collegamenti.

Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che il cambiamento della scuola deve avvenire dall’interno, dal motore trainante, da chi cioè opera ogni giorno nell’avamposto più diretto nella sfida dell’insegnamento  con persone che cambiano sotto ai nostri occhi alla velocità della luce, nei loro comportamenti, nei loro paradigmi, nei loro stili di apprendimento… Sì: ci siamo detti che dovevamo partire da noi insegnanti.

Come fare per aprirci all’Europa ed offrire ai nostri studenti occasioni per crescere e confrontarsi a livello europeo? Il nostro obiettivo è stato da subito l’internazionalizzazione, raggiungibile attraverso l’attivazione di collaborazioni eTwinning, la partecipazione a partenariati europei, la diffusione della metodologia CLIL, per creare un ambiente scolastico pronto alla condivisione, al lavoro di squadra e alla co-progettazione. Senza paura e senza rivalità: solo così possiamo pensare di contribuire alla costruzione di una “nuova scuola”. Abbiamo pensato di offrire la possibilità a chi volesse mettersi in gioco di allargare i propri orizzonti. Come?

Concentrarci sulla KA1 (Key Action 1 – azione chiave 1), ovvero sulla mobilità del personale della scuola, offrendo tre diverse tipologie di mobilità con competenze da acquisirsi presso un course provider europeo ai fini di:

-          apprendere ed affinare metodologie didattiche innovative per l’insegnamento della lingua straniera (per i soli docenti di lingua)

-          approfondire la metodologia CLIL (per docenti DNL)

-          potenziare la competenza linguistica anche ai fini del conseguimento di una successiva certificazione (per docenti DNL)

Abbiamo individuato tre paesi europei, la lingua dei quali si insegna presso il nostro istituto, ovvero Irlanda per l’inglese, Germania per il tedesco e Francia per il francese, prevedendo rispettivamente 15 (tutti di due settimane), 7 (4 di 2 settimane e 3 di 1) e 2 (1 settimana e 2 settimane) posti.

I docenti interessati ad usufruire della mobilità, hanno dovuto presentare un progetto didatticamente spendibile che mirasse ad aprire gli studenti a più stimoli; essere inoltre pronti a partecipare alle attività preparatorie nonché al feedback conclusivo dell’esperienza.

Una delle criticità incontrate durante l’ideazione del progetto è stata l’assoluta mancanza di certezze rispetto alla riconferma in servizio di alcuni colleghi. Inoltre, da parte di Indire e dell’Europa non c’era alcuna garanzia di approvazione e nemmeno, conseguentemente, in termini di possibilità di attuazione; nessuna garanzia circa la tempistica delle varie fasi, la gestione burocratica del progetto…per tanto abbiamo optato per una scansione temporale a maglie larghe, in modo da poter pianificare con relativa calma le varie azioni previste prima, durante e dopo la mobilità. Ecco che abbiamo scelto la scansione temporale massima applicabile alla KA1, ovvero 2 anni. Il nostro progetto è partito infatti il 1° settembre 2014 e terminerà il 31 agosto 2016.

Siamo partiti con il pensare ad un apparato che supportasse a livello istituzionale e burocratico il nostro progetto, in modo da suddividere i compiti e da gettare le basi di un vero e proprio “team work”.

LA COMMISSIONE VALUTATRICE E IL TEAM DI COORDINAMENTO

Per garantire trasparenza ed equità nella fase di selezione e di monitoraggio dei lavori che i colleghi dovevano presentare, abbiamo creato una commissione con il compito, tra gli altri, di riunirsi per stilare i criteri di valutazione dei progetti per la fase di candidatura. Abbiamo incluso nella commissione la Dirigente Scolastica, le responsabili del progetto, la collega incaricata per l’attuazione dei progetti CLIL, il personale di segreteria e un dirigente esterno, elemento che ha permesso di garantire la trasparenza e la totale obiettività delle scelte operate.

Allo stesso modo abbiamo attivato un Team di Coordinamento, con un monte ore totale previsto di circa 100, che abbiamo concordato fosse inserito nel recupero delle 70 ore, in modo da allargare la responsabilità della riuscita del progetto a tutti i docenti interessati. Abbiamo comunicato tramite avviso e convocato gli interessati in apposita riunione.

RISULTATI

Grazie al finanziamento ottenuto, circa 65 mila euro, siamo riusciti a creare 25 mobilità che hanno generato ben 23 progetti attuati in altrettante classi (in alcuni casi anche in più di una) ampliando l’offerta formativa del nostro istituto. Circa 450 studenti hanno potuto beneficiare di una maxi-sperimentazione didattica scaturita dall’opportunità di “Broadening Horizons – Erasmus+”. Il finanziamento ha dato altresì a tutti i docenti interessati – e non solo ai beneficiari della mobilità Erasmus+ -  la possibilità di aggiornarsi e di prendere parte al processo di svecchiamento della scuola: infatti si sono organizzati vari corsi propedeutici alla mobilità aperti a tutti, che miravano a fornire a più docenti, strumenti base di metodologia CLIL, conoscenza di nuove piattaforme di condivisione progettuale (eTwinning) e aggiornamento in termini di competenze linguistiche per l’inglese e il tedesco (anticipando anche la scelta trilingue della Provincia Autonoma di Trento!).

“Broadening Horizons – Erasmus+” è stato un grande sforzo profuso dai molti docenti coinvolti che, con pazienza e certosina preparazione, stanno contribuendo sempre più a fare del nostro istituto un laboratorio di idee e di progetti, nel tentativo di rispondere in maniera dinamica e variegata, ad una società e ad una scuola in costante mutamento.

Uno sforzo che va condiviso ma soprattutto valorizzato, riconoscendone la portata. Per questo un grande e sentito GRAZIE a tutti coloro che si sono spesi e si stanno tutt’oggi spendendo per fare della scuola un luogo di scambio di idee e di sogni. Perché la scuola sia qualcosa di vivo ma soprattutto di nuovo umano, nonostante la profusione delle nuove tecnologie.







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