Lo sguardo incuriosito e compiaciuto dei passanti che transitavano sul ponte del Parco delle Terme di Comano nella mattinata del 10 maggio scorso non lasciava dubbi… si era davanti ad un evento singolare, la “Green school” in azione.  La manifestazione ha avuto come protagonisti 200 partecipanti tra studenti del “Guetti” e alunni delle scuole primarie delle Giudicarie Esteriori che, accompagnati dai loro insegnanti, hanno dato vita con grande entusiasmo ad una serie di laboratori naturalistici all’aperto. I numerosi gruppi di bambini erano guidati dai ragazzi del nostro istituto, pronti a mettersi in gioco nel ruolo di peer educator  dopo un avvincente percorso preparatorio.  Costruire una “casetta-rifugio” per gli uccelli o delle “bombe ecologiche” ripiene di sementi da far attecchire su una scarpata sono solo alcuni esempi delle attività pratiche proposte ai piccoli, che hanno risposto gioiosamente alle indicazioni dei loro inconsueti maestri. 

 “Una scuola sotto il cielo” dunque, intesa come un’esperienza liberante, al di fuori dei limiti fisici di un edificio, ma anche al di fuori delle briglie di una didattica convenzionale. L’avvenimento è stato il momento conclusivo di un progetto annuale che ha coniugato aspetti teorici e pratici in una proposta didattica innovativa che ha mobilitato docenti ed alunni dei due ordini scolastici, guidati dalla supervisione scientifica della dott.ssa Cristina Bertazzoni.

Il senso e l’articolazione del progetto, promosso dall’IC delle Giudicarie Esteriori, dal Centro Mete di Tione, dal Parco Adamello Brenta e dal nostro Istituto e finanziato dalla Fondazione Caritro, sono stati presentati al pubblico nel corso della stessa mattinata, in un incontro intitolato “L’approccio didattico educativo della Green school nella sperimentazione dell’IC Giudicarie Esteriori”. 

Nel dibattito è stato sottolineato che l’esperienza è stata ideata e realizzata grazie alla sinergia di realtà diverse che hanno saputo collaborare in modo creativo durante tutto l’anno scolastico, costruendo relazioni significative sulla base di un convincimento comune: la scuola deve offrire occasioni educative innovative.  Il tema dell’ambiente è ovviamente il cuore della Green school, che si prefigge di coinvolgere attivamente i ragazzi e far capire loro che possono essere fin da ora i responsabili ed i protagonisti del cambiamento, lavorando tutti insieme, verso l’obiettivo principale di un futuro sempre più sostenibile. Questa mission è stata animata con passione dalla prof.ssa Sabrina Valentini che avvalendosi della collaborazione delle prof.sse Ida Pellegrini e Luisa Meroni e delle risorse logistiche, organizzative e di supporto didattico messe a disposizione dal Centro Mete, ha coordinato fin dall’autunno scorso i vari attori dell’iniziativa e seguito un nutrito gruppo di studenti delle classi 2UA, 2APA, 3APA, 3UA. I nostri ragazzi hanno portato avanti con entusiasmo le varie fasi del progetto, investendo in esso tempo ed energie in un coinvolgimento personale motivato e costante. Molteplici le ricadute positive del percorso, sia sul piano delle dinamiche di gruppo che sul processo formativo dei partecipanti. Innanzitutto la specificità della Green school, ossia la possibilità di operare all’aperto, in piena immersione in quegli elementi del paesaggio che costituiscono la nostra identità. Nel contempo l’azione del cooperare per un obiettivo comune, che ha favorito il clima socio-affettivo e promosso relazioni di collaborazione e aiuto reciproco. Nuove competenze nel campo delle scienze ambientali sono state acquisite secondo il metodo del “saper fare”, consentendo agli studenti di trasferire conoscenze teoriche alla realtà pratica e di far proprie metodologie e procedure. Non da ultimo si sono concretizzati momenti creativi, in cui ognuno ha potuto esprimere le proprie potenzialità artistiche nella preparazione dei materiali laboratoriali.

“Green school - una scuola sotto il cielo” non rappresenta solo lo slogan scelto per la manifestazione del 10 maggio, ma racchiude simbolicamente l’intento del progetto:  prospettare una scuola in cui le persone possano “librarsi” oltre gli schemi dei modelli educativi tradizionali e ricercare forme e metodi nuovi.  

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