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San Patrignano è una comunità terapeutica di recupero per  tossicodipendenti che ha sede in provincia di Rimini, Emilia Romagna.

All’interno di questa comunità si recano giovani e adulti di tutte le età, per combattere le dipendenze, che possono essere le più svariate, ma sono generalmente date da alcool, droghe e cannabis.

Ogni uomo o donna all’interno della comunità svolge un percorso stabilito della durata di circa tre anni, durante i quali deve sottostare a precise regole e dare il proprio contributo svolgendo un lavoro a scelta in modo da favorire il benessere di tutti gli altri membri.

 

Ogni singola persona all’interno di san Patrignano ha la propria storia che differisce dalle altre, ma allo stesso tempo vi assomiglia.

La comunità è un’occasione per chiunque di rinascere dalle proprie ceneri, di rifarsi una vita degna di essere chiamata tale e di sconfiggere le proprie dipendenze, nate a volte per caso e a volte per problemi personali.

Visitare San Patrignano è una grande opportunità per capire che tutti possono fornire il proprio appoggio e che talvolta tendere la mano al prossimo o anche chiedere aiuto sono i gesti migliori che si possano fare, poiché in questo modo è possibile evitare che la vita di tutti i giorni di un ragazzo o di una ragazza venga rovinata dalle dipendenze.

Una volta all’anno, all’interno della comunità, vengono istituiti i “WeFree Days” ovvero due giorni in cui studenti da tutta Italia prendono parte a un’iniziativa promossa dai ragazzi di san Patrignano, che ha lo scopo di aprire gli occhi ai giovani su quella che è la tossicodipendenza. Quest’iniziativa propone un metodo più alternativo di affrontare l’argomento delle dipendenze: ascoltando le storie dei ragazzi che stanno superando le loro dipendenze e conoscendo il perscorso svolto una volta entrati in comunità, i giovani capiscono veramente l’importanza di questo tema, spesso affrontato con superficialità nelle scuole.

Durante i “WeFree Days” dell’ edizione del 2018 (svolti il 10 e l’11 ottobre) alcuni membri della comunità, attraverso diversi laboratori musicali hanno evidenziato l’importanza dell’espressione di corporale, come un  modo di incanalare le emozioni, di esprimere se stessi e quello che si prova.

Nel pomeriggio della seconda giornata ha preso luogo una rappresentazione teatrale che raccontava la storia di Silvia, una ragazza caduta nel buio della dipendenza da droga. La sua storia è iniziata con una bambina felice e spensierata, con una famiglia benestante ed affettuosa che  col passare degli anni si è trasformata in una ragazza che faceva uso di sostanze, oggetto della critica della società. Dopo anni di comunità, Silvia racconta la sua storia, avendo vinto le sue dipendenze ed essendo ripartita con una nuova vita.

Attraverso un particolare monologo, durante il quale le persone erano sedute, un ragazzo ha raccontato la sua storia, di come sarebbe andata diversamente se avesse accettato l’aiuto della madre che voleva aiutarlo ad uscire dalla sua dipendenza. Aver fatto sedere schiena contro schiena gli “spettatori” aveva un senso preciso cioè sentire il cuore dell’altro che batteva, per far passare questo messaggio: io ci sono, io sono qui e posso darti il mio aiuto.

Angelica Boroni

Quando sei a San Patrignano ti ritrovi immerso in un mondo reale ed attuale che tutti cercano di tenere nascosto, viene ignorato il problema della droga, viene nascosto come se questo problema non esistesse.

E spesso ti ritrovi in prima persona nelle storie.

Superare un momento difficile con una persona a fianco è più semplice.

 Tutti abbiamo bisogno di qualcuno accanto.

 Insieme è tutto più semplice.

 Esserci per qualcuno vuol dire aiutarlo a superare i momenti bui della vita.

 Da questa esperienza mi porto a casa una maggiore consapevolezza del fatto che ci si può rialzare sempre, anche nella situazione peggiore.

 San Patrignano mi ha insegnato a non fermarmi alle apparenze, ma di capire ed ascoltare in profondità ogni persona.

 “Sii la tua stessa forza” è la formula per uscire dal buio e trovare la luce. Ma a volte bisogna saper accettare l’aiuto mettendo l’orgoglio da parte.

 E’ importante non sottovalutare anche il più piccolo dei problemi e cercare sempre di risolverlo ed essere sempre pronti ad aiutare e a farsi aiutare senza aver paura.

 La felicità è un percorso e a volte questo percorso è disseminato di ostacoli: è facile cadere. L’importante è rialzarsi.

 Dipingi le tue sbarre con il colore che più ti aggrada anche se ormai hai le ossa ghiacciate fino in fondo.

 Abbi il coraggio di prendere aiuto!!

 Amico è che ti aiuta anche ad uscire dal buio delle dipendenze.

uscita a San Patrignano della classe 4UA e del gruppo dei peer educators

 

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